mercoledì 26 ottobre 2016
domenica 16 ottobre 2016
the year of the cat
riassunto puntate precedenti: 2015
In una serie televisiva, una donna, reduce la sera precedente dalla chiusura sofferta di un rapporto come altri finito male, apre la porta di casa e si trova di fronte a due gatti seduti in veranda, che la guardano.
In una serie televisiva, una donna, reduce la sera precedente dalla chiusura sofferta di un rapporto come altri finito male, apre la porta di casa e si trova di fronte a due gatti seduti in veranda, che la guardano.
Chiude la porta di scatto, e si allontana dall'ingresso turbata. Poi ci ripensa, torna alla porta e la riapre.
I due gatti sono ancora lì, e lei li apostrofa innervosita: " avrò altre relazioni, siete venuti troppo presto!"
Ho davvero riso molto.
L'immagine della donna matura che si ricopre di gatti 'ronronanti' (w l'onomatopea!) mi solletica un lato morbido.
Tuttavia non è per questo che abbiamo preso un gatto. Posso dire che mi abbia convinto una frase ancora migliore pronunciata da Gigio, che voleva fortemente un animale domestico al punto da essere disposto a possedere una qualsiasi forma di vita.
Disse: "comprami del lievito. e' la cosa viva meno impegnativa che ti possa chiedere"
Che puoi fare quando un figlio dice così?
E animale sia. Pet therapy di famiglia.
E animale sia. Pet therapy di famiglia.
riapro casa
Ho smesso di mantenere questo blog perché tante
cose nel tempo sono cambiate, e così la necessità di riportarle.
Mi dava molta soddisfazione riportare frasi ed
aneddoti dei miei bambini, ma col tempo sono cresciuti, ed oggi sento che le
loro riflessioni, anche quando sono ancora buffe, simpatiche o particolarmente
caratterizzanti, non possono più essere rese pubbliche, perché non sono più
mie. Sento l'obbligo di rispettare la loro privacy, e penso sia soltanto loro
il diritto di rendere pubblico ciò che sono, facendo la scelta che preferiscono
e portando sul web solo ciò che ritengono opportuno.
scrivevo sul blog quasi ogni giorno, non per
necessità di manutenzione attiva, visto che non ho mai pubblicizzato o puntato
sugli accessi, ma come esercizio di scrittura.
Il primo articolo di giornale che attirava la mia
attenzione poteva andare bene, così ho espresso molte opinioni, anche
politiche, essendo allora il periodo del
tramonto dell'era berlusconiana -più show che politica, in effetti- .
Ho avuto un periodo di marginale ma attivo impegno politico, e la
sintesi di quell'esperienza è che non ce ne sarà un altra, che ogni soluzione semplice a problemi
complessi è populista, e che il commento politico più saggio che posso
esprimere su qualsiasi argomento è di non saperne abbastanza. Saperne di più, però, è davvero deprimente e
non può far parte della mia quotidianità sena minare irrimediabilmente il mio umore.
Nel contempo ho chiuso il mio quinto decennio di
vita ed anche questo, tra traguardi raggiunti, prese d'atto improrogabili e
nuovi obiettivi da porsi, ha posto in rilievo l'esigenza di 'ri-disegnare' il mio contesto, di cui
questo blog è solo una piccola e frammentaria espressione .
Non posso dire di avere in mano la nuova mappa del
mio territorio, ma so più o meno quali matite voglio usare per disegnarla.
Quindi, forse, questo blog può riaprire le porte.
martedì 22 novembre 2011
domenica 30 ottobre 2011
dal mondo piccolo
... di questi tempi questo blog è scritto dai miei figli... andate a vedere eheehhh
giovedì 6 ottobre 2011
sorridi, sei su Google maps!
questa estate io ed i bambini siamo stati immortalati da Google maps. se andate su Rosazza ed impostate la visione stradale ci potete incontrare alla curva dell'Usel dentro alla nostra macchinina.
siamo molto orgogliosi di entrare con le mappe in casa vostra, e di farvi finalmente camminare per le strade del paesello.
venerdì 30 settembre 2011
una segnalazione
non so se vi piacciono i Wu Ming, gruppo di cinque autori che scrivono insieme.
Famosissimo, e secondo me eccezionale, Q, scritto sotto lo pseudonimo di Luter Blisset quando erano ancora in 4.
bè, se non li conoscete, leggete uno qualsiasi dei loro libri, ma quello che volevo dire è che ho trovato il loro sito, e ve lo consiglio
veramente notevole che abbiano messo come 'biglietto da visita' le critiche più orribili che si possano ricevere, indicando il quotidiano che le aveva fatte. viste le testate, direi che il significato è chiaro.
giovedì 29 settembre 2011
mercoledì 21 settembre 2011
immondizia nello spazio
- signora, devo comunicarle che nei lavori per collocare la canna fumaria per la nuova caldaia si è verificato un intoppo - dice l'amministratore con tono dispiaciuto ma minimizzante.
-ah. e quale? - dico io, pronta a tutto. Già ci è stato comunicato che farà freddissimo, che bolle d'aria scuoteranno i tubi e via discorrendo nel quadro apocalittico, tanto che il ruolo dell'ingegnere che ha fatto la perizia inizia a diventarmi oscuro.
- ha presente che la canna fumaria verrà collocata nel vano di scivolo usato un tempo per le immondizie? -
-si, certo.-
-bè, l'impresa mi dice che non arriva sul tetto-
silenzio.
cerco di immaginarmi i condomini di un tempo, che col loro sacchetto di rifiuti indifferenziati si dirigono in solaio, poi all'abbaino, poi si inerpicano sul tetto, tenendosi ai comignoli con il manico del sacchetto tra i denti, e quindi buttano in un buco il tutto e strisciano dinuovo all'interno.
-certo che no. e allora?-
-eh, allora non si sa se si può fare-
silenzio.
-mi scusi. vuol dire che l'ingegnere pensava che lo scivolo fosse una rampa per lo shuttle? immondizia sulle stelle?-
-non so cosa dirle.-
-non ha ancora pagato la parcella di quell'uomo, vero?-
-no-
-ecco, bravo-
-ah. e quale? - dico io, pronta a tutto. Già ci è stato comunicato che farà freddissimo, che bolle d'aria scuoteranno i tubi e via discorrendo nel quadro apocalittico, tanto che il ruolo dell'ingegnere che ha fatto la perizia inizia a diventarmi oscuro.
- ha presente che la canna fumaria verrà collocata nel vano di scivolo usato un tempo per le immondizie? -
-si, certo.-
-bè, l'impresa mi dice che non arriva sul tetto-
silenzio.
cerco di immaginarmi i condomini di un tempo, che col loro sacchetto di rifiuti indifferenziati si dirigono in solaio, poi all'abbaino, poi si inerpicano sul tetto, tenendosi ai comignoli con il manico del sacchetto tra i denti, e quindi buttano in un buco il tutto e strisciano dinuovo all'interno.
-certo che no. e allora?-
-eh, allora non si sa se si può fare-
silenzio.
-mi scusi. vuol dire che l'ingegnere pensava che lo scivolo fosse una rampa per lo shuttle? immondizia sulle stelle?-
-non so cosa dirle.-
-non ha ancora pagato la parcella di quell'uomo, vero?-
-no-
-ecco, bravo-
sabato 17 settembre 2011
giovedì 15 settembre 2011
mercoledì 13 luglio 2011
comunicazione
ho aggiornato la pagina 'dal mondo piccolo', questa estate i cuccioli mi fanno davvero ridere, ma riesco a ricordarmene solo alcune.
sabato 9 luglio 2011
cityville - mesi dopo
vi ricordate quando ho scritto del mio nuovo giochino? sono mesi che mi diverte. ecco alcuni scorci di quella che è oggi la mia città
venerdì 8 luglio 2011
condom.plus
Sono diventata consigliere condominiale per lo stesso motivo per cui ho sempre fatto la rappresentante di classe: perché nessuno voleva farlo. Il condominio è molto grande, e la prima chicca si è già verificata.
Arrivo a casa coi bambini e con la spesa (pesante) e l’ascensore non funziona. Saliamo a piedi. Per le scale ci sono già alcuni inquilini, e non arrivo al quarto piano che so già:
- lampo in cantina
- non c’è la luce
- si ferma l’ascensore
- c’è dentro una signora così anziana che solo guardandola le passi un po’ di energia.
Mi sembra di capire che la portinaia (che in quell’ora non lavora) abbia già ricevuto seimila telefonate ed abbia già chiamato il tecnico che sta arrivando.
L’unico problema residuo: tenere calma l’anzianissima prigioniera.
L’ascensore è al quinto piano meno un metro, e dal vetro si vedrebbero le gambe della signora sospese ad un metro dal pianerottolo se l’interno dell’abitacolo non fosse buio pesto.
Si vede ogni tanto, invece, la punta di un ombrello arancione che batte nervosamente contro il vetro.
Urlo nella cabina a porte chiuse che è questione di minuti, che stia calma. Lei risponde qualcosa col suo soffio di fiato consueto, ma il cagnetto residente dietro una porta lì a fianco abbaia e mi impedisce di capire.
Non mi sembra grave. Stesse pure dicendo che ha dimenticato il pace maker e le serve subito, non glie lo potrei dare.
Le urlo –se è stanca si sieda, è questione di poco-
Nel frattempo ho alle spalle due signore anziane che urlano, dicono che si immedesimano, dicono che la nostra prigioniera è anzianissima, e ci vuole del bello e del buono per far loro capire:
- vecchia o neonata, il tempo perché arrivi il tecnico non cambia
- la signora ha vissuto 90 anni non certo per morire in un quarto d’ora di ascensore
- se si immedesimano troppo, dovremo soccorrere loro.
Arriva il tecnico col fiatone. Dice che in strada già gli facevano cenni da questione di vita o morte, e probabilmente immaginava un corpo tranciato in due tra un piano e l’altro.
Apre la porta del piano, e vedo finalmente le gambe della vecchina. Risalgo con lo sguardo, e la trovo serissima e compassata, una mano sulla mano corrente e l’altra sull’ombrello. Non pare agitata. Il tecnico chiede se abbiamo una scaletta per farle fare questo benedetto metro e farla uscire immediatamente, ma far passare da un buco la vecchina e farle fare la scaletta mi pare più azzardato che lasciarla lì. Oramai la porta è aperta, e la tensione non c’è più. Praticamente è salvata.
-che ne dice signora se riportiamo l’ascensore al piano, così lei può uscire con le sue gambe?-
-va bene-
Il tecnico sale all’ultimo piano, e lentamente vediamo la cabina che si abbassa, mentre sul pianerottolo si mescolano frasi di ordini e classi diverse:
-voi non sapete cosa sia la vecchiaia!
-la prima regola è tirare fuori il corpo!
-qualcuno dovrebbe sorvegliare sempre l’ascensore!
-soffoca! Soffoca!
Oramai la prigioniera è svelata a tutti, scesa dal cielo seria e compunta.
Mancano circa tre secondi e trenta centimetri quando un inquilino che non mi aveva preoccupato sino a quel momento, forse perché solo cinquantenne, fa un balzo verso la cabina e con un incomprensibile gesto ritardato dice –bisogna estrarla subito!- manco l’ascensore fosse a casa di James Bond ed imbottito di nitroglicerina.
Fa un gesto all’anzianissima che lo guarda strano, e visto che non collabora, si tuffa col corpo nell’ascensore aperto ed in movimento e la prende in braccio con forza da eroe metropolitano. Io sbigottisco e penso ai due femori vetusti che atterreranno sul pianerottolo.
La coriacea che ci seppellirà tutti barcolla sotto la veemenza del salvataggio, ma atterra sana e salva. Mi volto verso la cabina ed urlo al tecnico che ora è a posto. Neppure il tempo di girarmi, e mi accorgo che il pianerottolo è imbrattato di sangue come in un poliziesco. Oddio.
-non è sangue della signora, è mio- dice piano l’improvvido salvatore, che sanguina copiosamente da un dito per aver ficcato la mano in parti di ascensore non fatte per essere viste e toccate, meno che mai col mezzo in movimento.
Il condòmino viene ricondotto a casa, ma probabilmente sulla via del pronto soccorso. C’è altro da fare? Ah, già. Manca la luce. Qualcuno sa perché?
Fanno lavori in cantina. È stata tranciata per errore la dorsale che porta energia a questa casa ed a mezza via.
scendo di corsa rampe e rampe di scale.
non vorrei che in cantina ci fosse qualcuno carbonizzato che aspetta...
non vorrei che in cantina ci fosse qualcuno carbonizzato che aspetta...
giovedì 7 luglio 2011
la baia del silenzio
alle dieci meno un quarto, a giugno, percorro un carrugio ligure, con le luci che rimbalzano sui muri gialli nelle ombre della sera, sino a quando da un lato non ci sono più case, e la via si spalanca su di un muricciolo, una spiaggetta, quattro barche ed il cielo del più improbabile blu che si possa immaginare. da cartone animato, manco dovesse arrivare Goku dal mare. ogni anno, quando lo vedo, mi colpisce come se non l'avessi visto mai, ed ogni giorno è uguale, come se la memoria non potesse ricordare quel colore, mentre le foto non riescono a riprodurlo.
ogni volta che lo vedo, mi ricordo perchè ci voglio tornare.
ogni volta che lo vedo, mi ricordo perchè ci voglio tornare.
domenica 3 luglio 2011
scelta pesante
cosa si fa di un passero caduto dal nido, troppo piccolo per volare ma già strepitosamente carino?
nessun cinguettio di mamma lo reclama, è sul selciato, viene sera e verranno i gatti.
a me è sempre stato detto che il caso è disperato. capita. lo si mette in un angoletto d'erba, se si può al riparo dei gatti, e si va via, cercando di non pensarci più.
l'opzione due, che evidentemente c'è, è portarlo a casa, nutrirlo, cercare di farlo diventare grande, quindi liberarlo e sperare che sia uno sveglio, in grado di procurarsi il cibo da solo.
il mio amore è un romantico e tifa per la vita, e lo ha preso.
mi sono detta che lui ha poco tempo ed una situazione non certo congeniale per allestire l'allevamento, e quasi mi sono proposta, seppur con angoscia.
ma quando il negozio ha detto che per più di un mese dovrà mangiare, nutrito con siringa, ogni due ore, poi per altri dieci giorni si può ridurre a tre volte al giorno, ho pensato con angoscia ad una estate uccello-centrica e l'angoscia è diventata totale, per cui ho detto no.
ora il mio amore se ne andrà a lavorare col passero, io mi dovrò necessariamente sentire in colpa e spiegare ai bambini perchè non voglio dare da mangiare ad un passero, ovvero, perchè io odio gli animali.
in più dovrò controllarmi e, se il mio amore non riesce a salvare il passero, dovrò stare attenta a non incolparlo.
comunque, il passerotto è carino, pancia giallina e becco giallissimo, molto simile a questo
giovedì 9 giugno 2011
vacanze
ecco... ci siamo quasi... ancora un giorno e finisce la scuola ed il mio lavoro. poi, l'unica preoccupazione sarà mantenere il mio collegamento col... 'mondo'
mercoledì 8 giugno 2011
sabato 4 giugno 2011
vento!
come rappresentare il vento meglio che con Van Gogh? era olandese, proveniva da una terra che aveva imparato ad usare il vento, disseminando le sue pianure di mulini. Le immagini della campagna olandese ci paiono bellissime ed i mulini hanno un fascino particolare.
e' difficile credere che in futuro, quando anche le pale eoliche saranno il passato, non si guarderà a loro con nostalgia? io non le trovo poi così invasive.
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