giovedì 5 agosto 2010

pioggia a milano

in queste mie vacanze si infila un giorno cittadino.No, non sono tra i signori con l'ombrello ritratti qui sopra, non andrò per negozi o monumenti. Ringrazio il cielo per la pioggia, e me ne sto a casa a dormire, leggere un po', bere caffè e giocare al computer, in attesa che il mio amò torni dall'ufficio. Un fanastico niente-di-niente, come richiede qualsiasi vacanza che si rispetti, almeno un po'. anzi, sapete che vi dico? mi è tornato sonno...

giovedì 29 luglio 2010

i piccoli crescono

Ieri è successo.
Stendevo il bucato quando ho visto salire per il viottolo che porta a casa nostra quattro ragazzini, più o meno tutti sugli 11 anni.
Li conosco da sempre. Figli di amici, ho passato parecchie ore negli anni trascorsi al parco con loro e le loro mamme. Vengono al paesino da sempre, alcuni ci abitano tutto l’anno.
Raggiungono la casa e mi vedono all’ultimo piano, alle prese con le lenzuola.
-ciao! Stefano può uscire con noi?-
Una botta allo stomaco. Stefano è il mio bamboccio più grande, quasi dieci anni. Conosce i sentieri, sa tornare a casa da qualsiasi punto del paese. Una sola strada carrozzabile circonda l’intrico di viottoli e piazzette, e tutti lo conoscono. Sono le due del pomeriggio.
Nessuna reale minaccia all’orizzonte, allora perché ho paura?
Semplicemente, è la prima volta che succede, che venga chiamato per uscire, per andare al parco, o sul sagrato della chiesa.
Taccio ogni voce dentro di me, e lo chiamo con indifferenza.
-Stefano! Ti chiamano i tuoi amici, vuoi andare?-
In un secondo è pronto, e mi raggiunge per salutarmi.
Mi fa tenerezza, è emozionato, ha lo sguardo lontano ma finge la mia stessa indifferenza.
-resta al parco, comportati bene. Tra due ore scendo, ti recupero ed andiamo a fare la spesa. Aspettami lì, fatti trovare, capito?-
-si-
Così se ne va, e lo vedo scendere per il viottolo insieme agli altri. Sono contenta ma sto malissimo.
Cadrà nel torrente, si spaccherà la testa, verrà travolto dall’autobus sull’unica strada…no, non succederà nulla di tutto questo. Ciò che accadrà davvero è che Stefano aggiungerà un granello di autonomia importantissimo per la sua età. Ciò che sta già accadendo, che succede ogni giorno è che cresce, con o senza il mio aiuto. Tanto vale aiutare, e zitta, mamma apprensiva! Commuoviti, se vuoi, ma non ti agitare.
Il più piccolo mi raggiunge.
-ma dove è andato meme?-
-e’ uscito con i più grandi- dico con la solita indifferenza.
-ah. Ma tornerà?- 
-beh, speriamo-
Gigio di fronte ad una novità ai suoi occhi epocale  (e che lo taglia fuori) non capisce cosa ci sia da tacere, e si adegua con una certa delusione.
Trascorrono le due ore, attraversate da un poderoso temporale, mi preparo ad uscire ed a passare dal parco a recuperare il mio bambino, che mi auguro di trovare immediatamente, quando lo vedo arrivare dal viottolo.
-mamma, sono venuto a riportare la giacca, ora torno giù-
Lo guardo. E’ bagnato fino all’osso. Fradicio e felice.
-meglio che entri e ti cambi, abbiamo da fare ora, ricordi?-
Mi guarda. No, non si ricorda. Non si ricorda niente di quello che gli ho detto.
E’ felice, bagnato e felice. E basta.
Un vento nuovo gli attraversa la testa, da orecchio ad orecchio. Una stagione più difficile si appresta alla mia vita.

mercoledì 21 luglio 2010

l'odore della pietra




Ero sul torrente. sentivo sul corpo l’aria che dalle montagne correva lungo il greto del torrente, accarezzando le pietre in una corsa che l’avrebbe portata sino a valle. Sul quel percorso c’ero anch’io, e sentivo scavalcare il mio corpo percorrendone il profilo, come fossi pietra tra le pietre.
La stessa sensazione me la conferivano gli insetti, che si posavano su di me come sui sassi, apparentemente senza preferenze.
Mi annusai la pelle priva di creme, e riconobbi l’odore dei sassi.  Non è facile descriverlo. E’ un odore sottile, molto secco, che ricorda insieme quello della sabbia (attenzione, non al mare, dove è la salsedine a predominare) misto al metallo, non ferro (che ricorda il sangue) , forse alluminio.
Mi piace l’idea che i sassi abbiano un odore, mi piace l’idea che si possa odorare di pietra.
Ancor più mi piace pensarci il giorno del mio compleanno.
Confondermi con un oggetto solido, senza tempo, resistente e sicuro, scolpito dall’acqua, lambito dal vento, scaldato dal sole

sabato 17 luglio 2010

quello che un solaio ha da dire

 Il mio solaio è spettacolare. Rustico, montanaro, grande, alto e splendente di luce che si infiltra dalle piccole finestrelle e dalle fessure tra le pietre.
Il mio solaio contiene bauli di utensili, oggetti e stoffe nati qui, alcuni fabbricati in casa, altri utilizzati per fabbricare la casa stessa, conservati, aggiustati e riposti già dai genitori dei miei nonni e dai miei nonni poi.
Ad essi si sono aggiunti oggetti di mia madre e miei di quando ero piccola.
Questi ultimi sono emotivamente importanti, per me, ma quelli precedenti hanno il fascino di un mondo davvero diverso, e quello che raccontano mi è in parte misterioso, ma in qualche modo deducibile.
Un paio di ritrovamenti ‘assurdi’ mi hanno fatto sorridere e meditare.
Ho trovato scatole di contenitori della coppa del nonno, o di margarina. Erano i primi oggetti di plastica che mia nonna si trovava tra le mani dopo averne consumato il contenuto. Che farne? Tenerli! La coppetta del nonno aveva (e credo abbia tutt’ora) un manico tipo tazzina del caffè, e la nonna avrà pensato di farsi molteplici servizi da caffè comodi da portare in montagna; la vaschetta della margarina aveva un tappo ad aderenza, e la nonna avrà pensato che era meglio tenerli. Forse per quando sarebbero finiti.
Sbagliava i suoi conti, la nonna, ed è stata sepolta dalla plastica che non si è smesso di produrre, tutt’altro.
Non lo avrebbe mai pensato, la nonna. Come può funzionare un’invenzione che se si rompe non si può aggiustare? Lo butti, nonna, e ne comperi un’altra. Un’altra? Comperarne un’altra? No, no… In casa anche i piatti di legno spaccati sono ricuciti col filo di ferro. Una sutura che dura da un secolo.
Il secondo ritrovamento lancia il suo messaggio da ancora più lontano nel tempo.
Ho trovato una scatola di stracci da pavimento. Estraendone uno con due dita mi sono accorta che era così usurato che ne rimaneva poco più che la bordura, con un enorme buco in mezzo.
Ho rovesciato la scatola ed ho visto che tutto il contenuto era questo. Avevo trovato una scatola di tracci usati. Quasi inconcepibile, oggi, no?  Eppure quello che rimaneva di quella stoffa ancora veniva tenuto, raccolto fino alla quantità giusta per farne ancora qualcosa (ma cosa?). il declassamento degli oggetti continuava sino alla completa estinzione della materia.
Ho pensato poi che mia nonna aveva riordinato dopo decenni quel solaio, ed ha tenuto gli stracci. Mia madre l’ha ripulito ancora decenni dopo, ed ancora ha conservato e riposto la scatola.
Insomma, il messaggio è arrivato. (per fortuna, così ho potuto buttare via quella roba ! ;P )
La sintesi non è certo che è meglio essere così poveri da dover spremere tutto il possibile. Io ho pensato che la povertà insegna la misura, e forse il benessere la fa dimenticare.
Ieri c’era la raccolta dei materiali ingombranti in un punto del paese. Ho portato metri e metri di tubi della stufa arrugginiti da anni. Ho fatto dei mazzetti tipo asparagi legati con la corda ed io e  i bambini li abbiamo portati alla discarica, insieme ad una decina di latte di vernice arrugginite.
Ci siamo sporcati tantissimo, e stancati da morire (io, in realtà, i bambini no). I due piccoli portatori tetano-immuni mi sono costati 2 euro a capoccia.


venerdì 16 luglio 2010

giardinaggio


 E' l'ora del giardino. Non vorrei che qualcuno mi immaginasse intenta a fare innesti, spruzzettare le rose o recidere fiori da riporre nel cestino. Il mio è giardinaggio di guerra. Erba letteralmente da SCONFIGGERE, da sradicare tra i ciottoli, decespugliatore d'assalto tra arbusti ed ortiche impertinenti. 
Un giorno intero di lavoro bello pesante per raggiungere il livello minimo di decenza. 
Prima paghetta per i bambini, entusiasti di aiutarmi nei lavori straordinari, inquanto retribuiti. 3 euro a testa. Molto bravi. Primo anno che non si stufano a metà lavoro, ma mi accompagnano sino alla fine. 

mercoledì 14 luglio 2010

bucati



il dopo vacanza ha seeeempre lo stesso sapore: detersivo ed ammorbidente. La catena di montaggio dei lavaggi di biancheria prosegue ininterrotta fino a che tutto torna al suo posto nell'armadio. Qualcosa sarà scelto ancora per nuove valige, qualcosa no. Anche la vacanza trascorsa, in questo rito, si diluisce un po', scolora al sole e si ripiega in un cassetto. Avanti coi nuovi bagagli, quindi, che si riparte!

lunedì 12 luglio 2010

titti :1 - distanze: 0


Visualizzazione ingrandita della mappa

ho vinto la mia piccola battaglia contro una mia paura. centinaia di chilometri, auto di 11 anni, due bambini a bordo e metri cubi di bagagli. Liscia come l'olio, e Titti è un po' più wonder woman di ieri...

martedì 6 luglio 2010

venerdì 18 giugno 2010

ma perchè hai bruciato il rum?!?!?!

il migliore


di tutti, proprio di tutti è il migliore che ci sia.
se non avete mai visto i Pirati dei Caraibi, io li consiglio, specialmente l'ultimo. 
Le storie sono avventurose, tese ed avvincenti, con bellissimi effetti applicati a scene entusiasmanti (una battaglia tra galeoni in un gorgo nell'oceano che vi assicuro vale la pena di essere goduta). I personaggi sono dipinti con un pennello davvero fine, Jack Sparrow è il migliore di tutti e Johnny Depp è il migliore Jack Sparrow possibile.

mercoledì 9 giugno 2010

problema insolubile

dal sito del Senatore Pietro Ichino:


"Ho posto all’Ufficio competente del Senato il problema del “rimborso spese viaggio” che viene corrisposto anche a me - come a ogni altro senatore che deve prendere l’aereo due volte alla settimana -, nella misura di 1281 euro al mese per dodici mensilità (v. la tabella pubblicata sotto), essenzialmente a copertura delle spese di taxi da e per l’aeroporto: spese che tuttavia a me sono risparmiate, in conseguenza del fatto che sono stato e sono tuttora sottoposto alla protezione della Guardia di Finanza. Poiché la rinuncia a questo rimborso, che viene erogato automaticamente e in misura forfettaria, presenta problemi burocratici apparentemente insolubili, ho deciso di destinare il relativo importo, finché mi verrà mantenuto il servizio di scorta, alla Fondazione Giuseppe Pera, che nasce a Lucca proprio in questi giorni, per l’istituzione di una borsa biennale di ricerca nella materia del diritto del lavoro comparato. La borsa dovrà essere co-finanziata dalla Fondazione e dall’Ateneo di appartenenza e sarà riservata a un giovane studioso che abbia conseguito il dottorato di ricerca. Ho effettuato il primo versamento, dell’importo di 24.000 euro, l’11 marzo scorso."


martedì 8 giugno 2010

comprare il tempo

Qualche anno fa ho fatto una scelta sostanziale.

Ho deciso di comperare il tempo.
Conoscete merce più ambita? Io no. Credo sia l’ingrediente più prezioso, ed al tempo stesso il più incontrollato. Si muove come vuole lui, lento o veloce, sempre ingannevole e relativo, scandisce i ritmi, dà e toglie secondo congiunture insondabili, incrocia sul tuo cammino gli eventi secondo correnti sotterranee che non si possono domare, imbrigliare.
Non si può comandare al tempo, al massimo si può imparare a seguirlo, a prenderne il ritmo. Funziona se non lo contrasti, se vi entri in armonia.
Ne volevo di più, ed ho mercanteggiato con la mia azienda una forma di astensione dal lavoro che mi lascia a casa per due mesi (che, uniti alle ferie, fanno tre).
Il costo economico ovviamente c’è e si sente, ma il vantaggio è incredibilmente maggiore. In quei mesi sento che il ritmo della vita ‘naturale’ è diverso, più lento , più armonioso, più simile a quello che sono io.
Ho smascherato anche molte falsità, avendo tempo. ‘se avessi tempo farei…’ bè, qualcosa è vero, lo fai. Altre cose no, così ti accorgi che a volte incolpare il tempo non è che una scusa.
Anche se non fai più cose del solito, avendo tempo cambia il tuo rapporto coi pensieri. Ti consenti più di una valutazione, più di un punto di vista. Approfondisci.
Hai modo di avvertire le accelerazioni ed i rallentamenti, ed impari ad adeguarti.
Sono infinitamente grata alla mia azienda che mi consente quest’esperienza, che mi restituisce una fetta della mia vita. Penso a chi guadagna moltissimo ma non può ‘staccare’ mai, e mi sento molto, molto più ricca.
Ah… ancora tre giorni di lavoro, e me ne vado…


lunedì 7 giugno 2010

etere

- signora, lei vede da casa sua il paese di Oriomosso?-
- non mi pare. C’è una piega montuosa che mi nasconde il fondovalle-
- e non vede neppure il campanile di Campiglia?-
- oh, meno che mai… quelli hanno costruito il campanile quasi  sul letto del torrente, basso basso…-
- già. Ha provato a guardare cosa vede dall’abbaino sul tetto?-
- mmm, no, in realtà non ne sono certa-
- allora facciamo così, vada sul tetto e mi dica cosa vede-
- ok…mi arrampico e le dico…-


questa conversazione non è propedeutica ad un corso di bird watching, né sono stata nominata dalla comunità montana sentinella dell’Alta Valle del Cervo.
Mi stosemplicemente informando su come si possa fare per ricevere il segnale di fastweb nel paese di montagna dove trascorro la mia estate. Non è banale. Non arriva la banda larga.
Quella ‘stretta’ funziona pochissimo (impensabile scaricare alcunché). Tramite satellite basta una nuvola per perdere la linea. Ho rintracciato una società che si è fatta carico di applicare una particolare scheda ad un ripetitore in modo da far ‘rimbalzare’ il segnale tramite onde radio da un’ansa all’altra della valle, ma le onde radio prevedono che, tra l’emissione e la ricezione, non vi siano ostacoli nel mezzo, e questa è l’improbabile conversazione che ne è seguita.

giovedì 3 giugno 2010

il vincitore

dal Corriere della Sera:


Homer, l'eroe antiglamour che batte tutti



L'antieroe cartoon nato dalla penna di Matt Groening, vince il sondaggio di Entertainmente Weekly, su qual è il personaggio della tv o del cinema più amato degli ultimi vent'anni, battendo Harry Potter e Buffy l'Ammazzavampiri
Come può la figura maschile meno glamour dello showbiz diventare, paradossalmente, un'icona di stile? Se il personaggio in questione è un padre di famiglia disfunzionale, ricco di difetti e in definitiva irresistibile come Homer Simpson, tutto diventa possibile.
E' lui infatti, l'antieroe cartoon nato dalla penna di Matt Groening, ad aver vinto il sondaggio lanciato dal magazine americano Entertainmente Weekly, su qual è il personaggio della tv o del cinema più amato degli ultimi vent'anni. E al primo posto si è piazzato proprio il vecchio, caro, scorretto Homer.
Che precede, sul podio, il maghetto Harry Potter interpretato da Daniel Radcliffe (secondo) e la Buffy Ammazzavampiri di Sarah Michelle Gellar (terza). Un trionfo, questo del capostipite dei Simpson, che rilancia un modello maschile più vero - malgrado la sua appartenenza al mondo dell'animazione - di tanti altri falsamente "reali" che popolano il mondo dello spettacolo


martedì 1 giugno 2010

un nuovo tormentone

Eccomi di nuovo alle prese con un nuovo strumento di tortura neuronale.

Questa volta si chiama ‘King of Camelot’ gioco in rete di un genere per me nuovo.
Ti fai il tuo castello, prepari le tue riserve di alimenti e materie prime, addestri le truppe, alzi livelli di difesa e promuovi ricerche per attacchi più efficienti.
Poi nomini cavalieri gli amici e, quando ti senti pronto, stringi alleanze e cominci con attacchi e saccheggi. E’ un gioco un po’ più vario, e molto più interattivo di tanti altri.
Una collega mi dice : ‘ma spiegami perché lo fai… io credo tu sia una persona che PENSA!’ come se pensare e giocare debbano essere assolutamente in antitesi.
Mah. A parte i primi giorni in cui, davvero, la tentazione sarebbe di caricare la sveglia alle due del mattino per addestrare arcieri senza perdere tempo (ma non l’ho fatto!) non vedo che problema ci possa essere.
La cena ai bambini la preparo comunque, il bucato l’ho fatto, il libro che sto leggendo prosegue…che problema c’è se sgomino anche dei barbari, nella mia giornata?



lunedì 31 maggio 2010

the road


Si è parlato nei commenti del post precedente di ciò che può deprimere, in merito alla politica.

Cambio ambito ma preservo il tema.
Se siete a rischio avvilimento perché il vostro umore di questi tempi va così, NON ANDATE ASSOLUTAMENTE AL CINEMA A VEDERE THE ROAD!
Lo sconsiglio in realtà anche a chi ha uno stato umorale alto e stabile, perché deprimerebbe anche soggetti sotto l’influsso di anfetamine.
Si tratta di una storia angosciosa, disperata e disperante, che non prevede mai alcuna possibilità di sviluppo positivo o anche solo di speranza, in uno scenario di orrore puro.
Per rendere tutto ancora più macabro, vediamo la storia così come la vive un bambino, perennemente in stato di choc e con il continuo richiamo del padre al ‘ripasso’ della lezione sul come spararsi un colpo in bocca nel caso che si ritrovasse solo.
Il padre infine muore, ed il piccolo non si spara. Forse questa dovrebbe essere la bella notizia, ma in realtà la bella notizia è che a quel punto il film finisce, e non ci è dato di sapere se il piccolo sarà sodomizzato da teppisti per le strade o cucinato arrosto da cannibali di passaggio.
Quindi, se date retta a me, non fatevi tentare da una qualsiasi locandina sulla porta di un cinema.
Non entrateci e basta.

venerdì 28 maggio 2010

critica & potere

Citazione del presidente dai (falsi) diari di Mussolini :

“dicono che ho potere, ma io non ho nessun potere, forse ce l'hanno i gerarchi, ma non io. Io posso solo decidere se far andare il mio cavallo a destra o a sinistra, ma nient'altro".


Commento del presidente:
"Lo stesso succede a me, tanto che tutti hanno il diritto sia di criticarmi che di insultarmi..."


Io non posso credere, davvero non ci posso credere … forse bisognerebbe iniziare a parlare di demenza senile…
Scusate, ma da quando il potere e la critica sono in contrapposizione dialettica?
La critica ha senso d’essere esercitata solo di fronte a delle azioni, e le azioni le compie chi ha il potere.
Più che ‘da quando’ dovrei domandarmi ‘in quale concezione’ , e sicuramente la risposta ce l’ho, e non si tratta di pensiero democratico.
Il nostro Presidente va a sostenere a Parigi che, nel suo modo di vedere, lui avrà veramente potere quando a fronte delle decisioni del governo potrà zittire tutte le critiche? L’intolleranza allora non è verso le critiche, ma verso le regole democratiche!
MA ABBIAMO BISOGNO D’ALTRO ANCORA PER MANDARLO A CASA?
Mussolini poteva solo girare il cavallo? Bella allegoria… peccato che il cavallo fosse l’Italia col suo popolo, e la direzione la conosciamo tutti.


Misteriosamente, le etichette ‘politica…’ e ‘vedi d’annà…’ si stanno fondendo l’una nell’altra…