giovedì 18 novembre 2010

l'anti-barattolo

La Scienza, oggi, raggiunge risultati fantastici, che sfiorano l’impossibilità di comprensione, neppure figurata, del lettore profano.

Nascono in laboratorio, presso il Cern, 38 atomi di anti-idrogeno (cioè speculari a quelli ‘normali’, con nucleo ed elettrone di carica elettrica opposta a quelli in natura).
E via, avanti così verso le ragioni della creazione di questo Universo, mentre ignoranti affascinati come me non possono evitare di domandarsi, visto che l’anti-materia a contatto con la materia esplode, implode, insomma, si annulla o si elide… ma dove hanno ficcato questi fantastici 38 atomi per poterli conservare?(Raccontatemela giusta… esistevano già degli anti-barattoli, eh?)

martedì 9 novembre 2010

vieni via con me



Ieri sera, come moltissimi altri, ho guardato ‘vieni via con me’ su rai3, e riassumo qualche aspetto

Mi sono piaciute le lezioni di Saviano, e credo che dovremmo ricordarci più spesso di quanto ha rimproverato degli atteggiamenti degli italiani. 
soprattutto il sistematico tentativo di smontare chi fa qualcosa.
Io ero una di quelle che si domandava se uno scrittore dovesse avere una scorta. Bè, quell’uomo ha due palle così e sostiene una battaglia sacrosanta e condivisibile da tutti. Quindi la risposta è sì, se gli serve una scorta, è giusto che ce l’abbia. Ora penso così.  Il giuramento alla Giovine Italia, poi, per me è stato commovente. Il senso originale del significato di unità d’Italia, lo spirito che aveva condotto sino a lì, la necessità di essere paese sovrano e non periferia di altri più grandi. Forse ci siamo distratti un po’, nei secoli… ma l’idea era buona, e nulla dice che non lo sia ancora.
Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi
Perché non siam Popolo
Perché siam divisi
Mi ha stupito quanto il programma sia riuscito ad essere serio, anzi afflitto, senza dare adito per niente a faziosità (a parte il nome del conduttore), senza commentare in modo ironico niente dell’attuale politica (non si può ascoltare in apertura come si è comportato il nostro paese con Falcone e mantenere molta voglia di ridere…)

Sono soddisfatta della soluzione di delegare il ‘Berlusconi-Show’ tutto a Benigni, non pagato e pertanto libero dalle polemiche degli ultimi anni in rai.  
Si è visto un Benigni iniziare da caciarone e finire col cuore in mano, ed è stato bello perché Benigni in queste situazioni riesce a dire anche cose grandi, come:  ‘non fidatevi mai di chi è infelice’ oppure, rivolto ai giovani: ‘ non potrete mai fare all’amore con tutte le donne del mondo, sono miliardi. Però ci è stato dato un dono, la capacità di innamorarsi. Se fate l’amore con la donna di cui siete innamorati, è come se faceste l’amore con tutte quante’, oppure ‘dimettiti!’ ;P
Mi ha fatto molto ridere quando Benigni ha sollecitato il mafioso che ha minacciato Saviano a vendicarsi subito, occhio per occhio. Saviano ha scritto un libro? Adesso ne scriva uno lui!  Ahaahahhhhhh bellissimo.

Mi è sembrata intelligente l’idea degli elenchi. Originale e gestita bene e Vendola è stato coraggioso, perché comunque ci vuole coraggio, no?

Abbado e Fazio hanno riportato l’elenco dei tremendi numeri nel nostro paese a sostegno della cultura, e questo ci vuole sempre.

Ho apprezzato molto l’elenco finale dei ‘resto perché …’ e ‘me ne vado perché…’ [ndr: in/da Italia] nei quali mi sono riconosciuta quasi interamente.

Insomma, l’atmosfera era cupa, stanca, preoccupata ma si è parlato di amore, di cultura, di obbiettivi un po’ più alti, di coraggio. Non tutti siamo quello che vediamo intorno anzi, siamo tantissimi a non essere disonesti, a perseguire principi, a credere nelle Istituzioni e a pensare che solo attraverso di esse si può costruire qualcosa.  

Sentirsi in qualche modo ‘rappresentati’ è qualcosa che non mi capitava da tempo immemorabile, soprattutto in un programma TV, e non è una brutta sensazione.


lunedì 8 novembre 2010

salvavita




Problemi con la questura? Fermo di polizia per furto? E' mezzanotte e non sapete dove procurarvi un tanga? Attivate subito il vostro ChiamaSilvio Beghelli.


Con ChiamaSilvio Beghelli ogni problema è risolvibile in meno di due ore, in modo semplice ed efficiente. Una volta attivato il vostro ChiamaSilvio Beghelli, il Premier in persona chiama l'ufficio pubblico che vi sta creando dei problemi (questure, agenzia delle entrate, vigili urbani, poste, ferrovie...) assicurando al funzionario di turno che siete la biscugina di Roosevelt, la zia di Lukashenko, la nipotina di Mubarak, la pronipote di Greta Garbo.
 Contemporaneamente, un funzionario pagato dai cittadini, magari addirittura un consigliere regionale, tipo Nicol Minetti, viene a togliervi dai guai.

Chi ha usato ChiamaSilvio Beghelli ha risolto ogni problema, basta guardare i numerosi testimonial. M.C. era una soubrette di seconda fila costretta a farsi fotografare seminuda: ha azionato il ChiamaSilvio Beghelli ed è diventata ministro. M. B. era una venditrice di salmone, ha attivato il suo ChiamaSilvio Beghelli ed è diventata ministro pure lei. N.L. era una ragazzina di Caserta, ha attivato il ChiamaSilvio Beghelli ed è diventata una reginetta del jet-set.

Visto? Procuratevi subito il vostro ChiamaSilvio Beghelli, l'alternativa sicura al welfare state. ChiamaSilvio Beghelli è facile, rapido intuitivo.

Digitare 1 per interventi sulle forze dell'ordine.

Digitate 2 per partecipare alle feste di Arcore.

Digitate 3 per farvi regalate un Rolex e settemila euro.


ChiamaSilvio Beghelli, un'alternativa semplice e funzionale al dissolvimento dello stato e della decenza. Avvertenze. Leggere attentamente le istruzioni all'interno del tanga di piume di struzzo.


Non funziona contro le valanghe o le frane, per quello c'è l'efficiente ChiamaBertolaso Beghelli, che può anche crearvi una discarica in salotto in meno di mezz'ora.


domenica 7 novembre 2010

fiori umani


io li ho trovati davvero belli... voi?


Un classico




"Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!"  [Charlie Chaplin]

giovedì 4 novembre 2010

nota alle pagine

new entry in:dal mondo piccolo

Giovinezza ciao

riporto l'articolo di Gramellini su La Stampa di oggi:

"Davvero fosforica l’idea concepita dal Festival di Sanremo per i 150 anni dell’Italia unita: eseguire sul palco «Bella ciao» e «Giovinezza», rispettivamente colonna sonora della Resistenza e dei pestaggi squadristi. Erano italiani anche quelli, no? Come l’olio d’oliva e l'olio di ricino, la Costituzione e le leggi razziali. Ah, le forzature della par condicio! Perché le due canzoni non sono proprio la stessa cosa. «Bella ciao» è la torva nenia dei partigiani rossi ed evoca cosacchi a San Pietro e santori ad Annozero. Invece «Giovinezza» trasuda ottimismo spensierato: ti mette subito voglia di afferrare un manganello e scendere in strada a sgranchirti un po’. Come dite, organizzatori del Festival dell’Ipocrisia? «Giovinezza era l’inno della goliardia toscana del primo Novecento». Ma certo. E' per questo che è famosa. E’ per questo che volete trasmetterla in eurovisione. Per rendere omaggio a quel fenomeno ingiustamente sottovalutato che fu la goliardia toscana del primo Novecento. E «Faccetta nera» allora, era lo slogan di una crema abbronzante?

Peccato che tanti italiani saliti in montagna o internati in Germania dopo l'8 settembre non siano più qui a commentare questo gemellaggio ardito (in ogni senso): vi avrebbero spiegato la differenza fra «Bella ciao» e «Giovinezza» meglio di me, anche se con toni meno ilari. Provo a condensare il loro pensiero: il fascismo è stato un regime dittatoriale precipitato in catastrofe, non può essere banalizzato in questo modo. In nessun modo. Vi sembrerà incredibile, ma non tutto fa spettacolo nella vita."

martedì 2 novembre 2010

intrigante segnalazione


ma quanto è bella l'Art Nouveau?  
segnalazione di Maxino, e ribalto al volo.
Prima volta in Italia, ricca mostra di Alphonse Mucha al Forte di Bard.
Chissà se riesco ad andarci?

lunedì 1 novembre 2010

e adesso... ZUCCA!





Prendete una bella e grande zucca priva di imperfezioni, ed incidetene la calotta superiore, che rimuoverete.
con un coltellino affilato staccate dall'interno tutta la polpa che riuscite...
... lessatene almeno 300gr in poca acqua per 12' circa. 
frullatela e mischiatela a poco zucchero, 100gr di latte condensato, un po' di sale, cannella, noce moscata, zenzero, chiodi di garofano macinati. aggiungere tre uova un poco sbattute ed allungate con un quartino di latte.
stendete sulla frolla ed infornate per almeno un'ora.
credetermi: spa-ven-to-sa! (ma in senso buono)

p.s. la buccia?  buttatela.

giovedì 28 ottobre 2010

ancora niente zucca, per favore

Allora si vuole proprio cazzeggiare? Vogliamo trasformare ogni cosa in scherzo? e in cosa consiste  allora questa ‘terrifica’ festa?
Vediamo se adesso mi faccio paura…
Ancora niente zucca, per favore.

Posso solo celebrare l’inno alla strega che c’è in me, e in ogni donna.
Quella parte scura che si orienta con gli odori, che nel cielo vede i segni. Non quella che cerca di capire, ma quella che sa. Non quella che persegue il compromesso, ma quella che dispone. Quella parte di me che non si mischia né si condivide ma che invece pensa a se stessa, e, se minacciata, o attacca o si nasconde, secondo le più elementari ed animalesche logiche di sopravvivenza.
Quella che balla al chiarore della luna piena, quella che non piange mai…


Ok, ok, mi fermo… non so se arrivo a spaventarmi, ma queste sono strade da non percorrere…
Penso all’umanità di sesso maschile, che ogni giorno se ne va per strada, circondata da belle donne e dal loro lato oscuro… brrrr… buon halloween ometti…

 

mercoledì 27 ottobre 2010

niente zucche, però

Volevo calarmi in un clima di terrore… zombie, licantropi… poi mi sono ritrovata ad imparare il ‘passo artigliato’ che mi piace tanto.
Niente da fare. Non mi sono fatta paura, anzi! Credo che insegnerò il passo ai bambini e disegnerò loro le occhiaie…i vestiti stracciati li hanno già.
Proviamo con un grande classico del terro…re, terrore.
Niente zucche, però.

zucche?

vabbè...se arriva halloween... almeno postiamo qualcosa di meglio delle zucche, no?
ad esempio, uno dei più bei filmati di quel genio che era...


martedì 26 ottobre 2010

le sfumature del presente

Spesso non è così facile ammettere che si sta bene. Sembra un assurdo, detto così, ma con la lente sempre a fuoco su quello che c’è da fare, i problemi da risolvere, gli obiettivi da raggiungere si finisce col perdere la visione di quello che è più importante. Un singolo momento che si sta vivendo nel presente immediato a volte porta con sè tutte le caratteristiche di un momento ideale, compiuto, in pace ed armonia con tutto quello che si vuole dalla propria vita. Se si riesce a coglierlo, a fermarlo per un istante col pensiero razionale, allora compaiono le sfumature, e quello che ne risulta è un’immagine profonda, indelebile nella sua semplicità ed appagante per i suoi contenuti. I progetti si debbono fare, ma è anche meglio se un dettaglio perfetto nel presente ci suggerisce e ci ricorda che è solo questo il tempo che ci è dato di vivere e di godere. Tutto il resto sono sogni o ricordi.


lunedì 25 ottobre 2010

tradire a pranzo

Una nuova indagine (chissà chi le fa?) dice che il 45% delle coppie italiane si tradisce, e che la gran parte dei tradimenti avviene durante la pausa pranzo. Sarebbe interessante sapere se tra un risottino ed una macedonia, oppure ‘al posto di’.

Insomma, gli italiani uniscono l’utile al dilettevole (amore e dieta) o non si fanno mancare niente?

giovedì 21 ottobre 2010

nota alle pagine

novità dal mondo piccolo :)))

sfogo meteo

ma quanto è grazioso ed innocuo il sibolino della pioggia nel sito delle previsioni meteo... e con quanta puntualità si presenta coscienzioso nella casellina settimanale sul sabato, preceduto dalle due gocce del venerdì sera, per poi assumere tonalità più scure la domenica e lasciare infine agli altri simboli, tipo la 'palletta gialla', il pieno dominio del lunedì, del martedì, del mercoledì... Le ultime tre settimane è stato così, ed è stato vero. Ogni mattina lavorativa le montagne bombardate dal sole spiccano tutte rosa a darmi il buongiorno, nell'aria frizzantina, contornate dal blu perfetto del cielo di ottobre, terso al punto che sembra finto.
Ma il sabato, no. Inutile prendersela con le previsioni, è così.
Oggi ho lanciato l'occhio ai tre giorni festivi in concomitanza dei Santi... MA COME CZZ FANNO GIA' A SAPERE CHE FARA' BRUTTO DAL VENERDì SERA AL LUNEDì SERA? la nuvoletta NON PUO'sapere che lunedì è festa! Sono una che crede a tante cose, ma questa no!
In realtà io penso che esistano approfonditissimi studi psicologici che dimostrano che, se c'era scritto sole, ed invece c'è pioggia, te la prendi col meteo che ti ha fatto sperare, mentre se succede il contrario e stai con la pancia al sole, infondo ti ritieni fortunato, viste le previsioni, sei comunque contento e col sito non ti arrabbi.
Bè, si sbagliano. le previsioni a 14 giorni non devono permettersi di farle. Sono opzioni troppo pesanti sulla vita di un lavoratore. Lasciatemi guardare il cielo, e sopprattutto lasciatemi stare!
                                                                                                

martedì 19 ottobre 2010

me la canto e me la suono

Alla riunione annuale della scuola, quando si eleggono i rappresentanti di classe, sono riuscita (mio malgrado, non per scelta) a:

- candidarmi per tutti e due i figli
- votarmi
- scrutinarmi
- farmi da segretaria di seggio
- nel ruolo di presidente, eleggermi


Nella stessa settimana mi è capitato:

sul lavoro:
- presiedere una riunione che doveva giudicare un mio progetto
nel gioco:
- predisporre, indire, gestire e vincere un torneo.


Ora, può anche essere che pecchi un po’ di protagonismo, ma credo che la chiave di lettura sia un’altra.
Non è forse che, se ci si impegna a coprire i ruoli di chi non lo vuole fare, alla fine poi ci si ritrova col tapiro d’oro tra le mani?

venerdì 15 ottobre 2010

quando il 'pubblico' scopre l'acqua calda

La presidente (ndr. della regione Lazio, Polverini) ha scoperto che impiegati e dirigenti regionali trascorrono troppo tempo (durante il lavoro) navigando in Internet. E che il 70% di loro si ritrova regolarmente in rete su Facebook. Così, nonostante il suo passato da rappresentante sindacale, ha autorizzato il segretario generale della regione Lazio ad emanare due circolari in cui si proibisce agli oltre 3 mila dipendenti - durante l'orario di lavoro - di accedere a Facebook e ad altri siti che non siano pertinenti al lavoro svolto dai diversi dipartimenti o di stretta utilità.

«Avendo riscontrato un utilizzo ludico o, comunque, non attinente all'attività lavorativa della rete internet da parte dei dipendenti regionali», si legge nelle circolari, gli uffici competenti della Regione hanno verificato «che l'impiego improprio di tali risorse pregiudica e ostacola l'attivitá dell'amministrazione regionale». Dunque, rilevato che il 70% dei dipendenti si «perde» su Facebook e il 20% tra Messenger e YouTube, il segretario generale richiede «che venga inibito, a tutto il personale regionale e con la massima urgenza, l'accesso alla rete internet che non sia di stretta attinenza all'erogazione della prestazione lavorativa».

giovedì 14 ottobre 2010

dagli aforismi

" non devi sempre fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te. Forse hanno gusti diversi..."

George Bernard Shaw

mercoledì 13 ottobre 2010

errata corrige

uffa...errata corrige! ho detto comunque un'idiozia ai bambini...
riporto wikipedia:


L'Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l'8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.

La Chiesa cattolica celebra la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l'8 dicembre. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858).

...e chi lo spiega a Gigio come potesse un papa determinare secoli dopo una cosa del genere? ...

8 dicembre

guardate nella pagina 'dal mondo piccolo' l'opinione dei mie bambini sull'8 dicembre...

giovedì 7 ottobre 2010

paradigmi mentali

Entro e mi siedo al corso.
Il relatore si avvicina al tema che ha in mente parlando dei paradigmi mentali. Della realtà conosciamo quello che dal nostro punto di vista vediamo, e in modo naturale ed istintivo reagiamo ed interpretiamo il mondo utilizzando i nostri paradigmi mentali, costruiti su quanto abbiamo visto prima, quanto abbiamo imparato dalle esperienze fatte ed in base ai nostri principi ed al nostro carattere.
Però la realtà è quello che è, indipendentemente dalla nostra percezione, e sicuramente non corrisponde perfettamente alla nostra interpretazione. Ce ne dobbiamo ricordare, perché nella vita a volte serve poter cambiare i propri paradigmi.
Il discorso del relatore scivola quindi sulla soddisfazione in se stessi, ed a quel punto mi viene il sospetto che non sia affatto il corso a cui il mio responsabile mi ha iscritto.  
Il mio corso, prima o poi dovrebbe scivolare sul tecnico, non sull’esistenzialista.
Così risolvo l’incidente e approdo al corso giusto. La prima pagina del mio quaderno non è più bianca. Ho scarabocchiato la parola ‘paradigmi’ alla riunione precedente. La tengo lì.
Il nuovo corso è più tecnico. Taglio dei costi, riallocazione delle risorse, revisione dei processi interni. Credo che il tema sia molto di moda ovunque, ed acquisire degli strumenti è sempre interessante.
Il relatore, parlando della necessità di un’azienda di crescere sempre, di migliorarsi sempre, perché è l’unico modo di stare  sul mercato, dice ‘purtroppo la realtà è quella che è, non quella che vorremmo che fosse’
E due.
Al termine si cita il discorso di Velasco di cui ho riportato qui la parte più divertente, e Velasco cosa dice? Se una palla è bassa, non la schiacci come faresti se fosse alta. Nel suo adorabile italiano spagnoleggiante, si esprime così: ‘ un’alzata es como è ‘
E tre.
Sento le voci, o qualcuno sta cercando di dirmi qualcosa?

mercoledì 6 ottobre 2010

quel mito di velasco




quest'uomo, oltre ad essere un grande allenatore, e a possedere meravigliose doti di comunicazione, è pure di una razionalità e io direi saggezza incredibile... sentite un po' se ciò che dice non è applicabile a tutti gli eventi un po' 'storti' della vita...

lunedì 4 ottobre 2010

cambia strategia!

Un giorno un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: «Sono cieco, aiutatemi per favore»
Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello.
Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e
notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.
Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.
Il pubblicitario rispose:
"Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo".
Sorrise e se ne andò.
Sul suo pezzo di cartone vi era scritto:
«Oggi è primavera e io non posso vederla».

lunedì 27 settembre 2010

il gioco

Ho aperto una nuova etichetta e rinominato alcuni post.

Già, perché l’ambito del gioco è qualcosa che si sta definendo nella mia vita, qualcosa per cui reclamo spazio.
Sto pensando ai giochi in rete, una volta Farmville, oggi KingsofCamelot, domani chissà? Però penso che, una volta creata l’etichetta, mi accorgerò che il mio scatolone dei giochi comprende anche altro a cui non sto pensando. Vedremo.
Intanto mando un caloroso saluto a Karloo1, il Principe che attacca tutte le notti le mie città e che contraccambio non appena sorge il sole.
Non so perché ce l’abbia con me, ma sto imparando grazie a lui parecchie cose sugli assalti.
Va da sé, comunque, che prima o poi lo distruggo ;)

sabato 25 settembre 2010

pagine

ho trasportato dal sito al blog la pagina dei commenti buffi dei bambini. 
chi avesse qualcosa di buffo da segnalare, lo faccia, perchè io le trovo splendide

mercoledì 15 settembre 2010

scirocco


Ci sono frasi che, quando le sentiamo pronunciare, ci stupiscono o fanno sorridere.
Se ci restano in mente, però, e tornano nel tempo, assumono a volte un significato diverso.
A Lampedusa, chiedendo se per un pagamento avrebbero accettato il bancomat, ci hanno risposto: ‘ oggi no, non funziona niente… fa caldo…c’è scirocco’
Quale connessione potrà esserci tra il vento di scirocco ed il funzionamento di una linea di circuito di pagamento, non si capisce, ma tant’è.
Allora ne abbiamo riso.
Oggi è finita la vacanza, e rivaluto ed invidio la possibilità di argomentare in questo modo un rifiuto, uno stato d’animo che non consente.

‘Mi spiace, la riunione non possiamo farla oggi…c’è scirocco’
‘No, Stefano, non ti accompagno oggi dai tuoi amici…c’è scirocco’
‘No, non posso stare in ufficio sino al termine dell’orario…c’è scirocco’

Non credo potrò mai argomentare così, almeno vivendo dove vivo, ma assumerò ben volentieri lo scirocco nel mio gergo per indicare le mie future… ‘scarse voglie’




martedì 14 settembre 2010

avviso ai naviganti

a chi può interessare, ho aggiunto qualche foto estiva nella micro collezione curiosa degli MMS, nella pagina 'frammenti'



il nuovo pianeta



Dopo mesi di pausa riprendere a lavorare è quasi uno choc.

In realtà non è il lavoro a provocarlo, quanto l’impatto del tempo che trascorre in modo così diverso da prima.
In sostanza, le giornate tornano a scorrere velocissime. Fuori dall’ufficio le attività familiari obbligatorie si accodano, accavallano, assommano e risolvono grazie ad equilibrismi di gestione parallela, e quando ti fermi a pensare: ‘mamma mia, ma ho fatto tutto, sono davvero brava, però!’ hai già la mano sull’interruttore della luce del comodino e… a domani a tutto quanto!
Così, senza aver digerito il primo, senza anticorpi né vaccinazioni, eccomi scaraventata nel secondo giorno, su di un pianeta che SICURAMENTE gira in un’orbita più stretta di quella a cui mi sono abituata nei mesi scorsi.
Sarò ancora per un po’ ‘extraterrestre’, temo, e mi si sentirà mormorare con angoscia i miei ritardi mentre corro qua e là….

domenica 12 settembre 2010

MA GRAAAAZIE! ;)



PER ME? E' il più bel regalo che ho ricevuto quest'anno! (Insieme a quelli del Grande Rilegatore, ovvio...)

venerdì 10 settembre 2010

e ancora torrente

E ancora torrente.  In questo ultimo soleggiato giorno feriale di libertà, mi butto ancora una volta tra i sassi, a farmi mordere dal sole settembrino.
Vorrei dire che questo è il mio ambiente, ma più sto qui, in silenzio e con gli occhi chiusi, più mi pare vero il contrario; sono io ad appartenere a questi posti, e non viceversa.
Penso a quanto è aspro e contraddittorio questo clima.
Dove la mia pelle riverbera il sole, tocco e sento il calore che mi brucia. Solo pochi centimetri più in là nella rotondità di un polpaccio, di un braccio, dove il raggio mi raggiunge obliquo, il mio corpo è freddo, il pelo dritto.
Sto concentrata nel tentativo di diffondere il calore concentrato in pochi punti a tutto il corpo, e ci riesco.
Forse ho i brividi, ma sento quel calore e me lo godo tutta intera.
Basta il più irrisorio baffo di nube davanti al sole per precipitare. Il mio corpo non ricorda il calore di un istante fa, neppure lo sa immaginare, si irrigidisce ed attende.
L’acqua intorno a me cambia tutti i suoi riflessi, e parla solo di ghiaccio, senza colore.
Il sole torna, e tutto è come prima, e mentre valorizzo al massimo i miei centimetri di corpo caldo, penso che questi contrasti sono gli stessi che ho dentro di me, scritti nel mio codice.
Mi basta una scintilla, uno spiraglio per farne una ragione a tutta me stessa; mi basta una piccola nube per perdere tutto.
Gli anni non mi hanno cambiata.
Però oggi so che le nubi passano.

martedì 7 settembre 2010

eccomi!




Sono tornata!
Ma come avranno fatto quei MILIONI di frequentatori del mio Blog senza aggiornamenti?
Riacquisto al volo la prima posizione nella vostra tendina di collegamento ai blog, e saluto
CALDAMENTE i miei affezionati.
Ho lasciato la città a metà giugno col termometro a 16° , e ricomincio con i 16° di metà
Settembre.
Di buono porto con me tre mesi che invece mi hanno dato caldo, per fortuna.
Manca all’appello la mia vacanza alle isole Pelagie.
Per quella, vi lascio intanto due colori: quello del mare e quello dei capperi.




giovedì 5 agosto 2010

pioggia a milano

in queste mie vacanze si infila un giorno cittadino.No, non sono tra i signori con l'ombrello ritratti qui sopra, non andrò per negozi o monumenti. Ringrazio il cielo per la pioggia, e me ne sto a casa a dormire, leggere un po', bere caffè e giocare al computer, in attesa che il mio amò torni dall'ufficio. Un fanastico niente-di-niente, come richiede qualsiasi vacanza che si rispetti, almeno un po'. anzi, sapete che vi dico? mi è tornato sonno...

giovedì 29 luglio 2010

i piccoli crescono

Ieri è successo.
Stendevo il bucato quando ho visto salire per il viottolo che porta a casa nostra quattro ragazzini, più o meno tutti sugli 11 anni.
Li conosco da sempre. Figli di amici, ho passato parecchie ore negli anni trascorsi al parco con loro e le loro mamme. Vengono al paesino da sempre, alcuni ci abitano tutto l’anno.
Raggiungono la casa e mi vedono all’ultimo piano, alle prese con le lenzuola.
-ciao! Stefano può uscire con noi?-
Una botta allo stomaco. Stefano è il mio bamboccio più grande, quasi dieci anni. Conosce i sentieri, sa tornare a casa da qualsiasi punto del paese. Una sola strada carrozzabile circonda l’intrico di viottoli e piazzette, e tutti lo conoscono. Sono le due del pomeriggio.
Nessuna reale minaccia all’orizzonte, allora perché ho paura?
Semplicemente, è la prima volta che succede, che venga chiamato per uscire, per andare al parco, o sul sagrato della chiesa.
Taccio ogni voce dentro di me, e lo chiamo con indifferenza.
-Stefano! Ti chiamano i tuoi amici, vuoi andare?-
In un secondo è pronto, e mi raggiunge per salutarmi.
Mi fa tenerezza, è emozionato, ha lo sguardo lontano ma finge la mia stessa indifferenza.
-resta al parco, comportati bene. Tra due ore scendo, ti recupero ed andiamo a fare la spesa. Aspettami lì, fatti trovare, capito?-
-si-
Così se ne va, e lo vedo scendere per il viottolo insieme agli altri. Sono contenta ma sto malissimo.
Cadrà nel torrente, si spaccherà la testa, verrà travolto dall’autobus sull’unica strada…no, non succederà nulla di tutto questo. Ciò che accadrà davvero è che Stefano aggiungerà un granello di autonomia importantissimo per la sua età. Ciò che sta già accadendo, che succede ogni giorno è che cresce, con o senza il mio aiuto. Tanto vale aiutare, e zitta, mamma apprensiva! Commuoviti, se vuoi, ma non ti agitare.
Il più piccolo mi raggiunge.
-ma dove è andato meme?-
-e’ uscito con i più grandi- dico con la solita indifferenza.
-ah. Ma tornerà?- 
-beh, speriamo-
Gigio di fronte ad una novità ai suoi occhi epocale  (e che lo taglia fuori) non capisce cosa ci sia da tacere, e si adegua con una certa delusione.
Trascorrono le due ore, attraversate da un poderoso temporale, mi preparo ad uscire ed a passare dal parco a recuperare il mio bambino, che mi auguro di trovare immediatamente, quando lo vedo arrivare dal viottolo.
-mamma, sono venuto a riportare la giacca, ora torno giù-
Lo guardo. E’ bagnato fino all’osso. Fradicio e felice.
-meglio che entri e ti cambi, abbiamo da fare ora, ricordi?-
Mi guarda. No, non si ricorda. Non si ricorda niente di quello che gli ho detto.
E’ felice, bagnato e felice. E basta.
Un vento nuovo gli attraversa la testa, da orecchio ad orecchio. Una stagione più difficile si appresta alla mia vita.

mercoledì 21 luglio 2010

l'odore della pietra




Ero sul torrente. sentivo sul corpo l’aria che dalle montagne correva lungo il greto del torrente, accarezzando le pietre in una corsa che l’avrebbe portata sino a valle. Sul quel percorso c’ero anch’io, e sentivo scavalcare il mio corpo percorrendone il profilo, come fossi pietra tra le pietre.
La stessa sensazione me la conferivano gli insetti, che si posavano su di me come sui sassi, apparentemente senza preferenze.
Mi annusai la pelle priva di creme, e riconobbi l’odore dei sassi.  Non è facile descriverlo. E’ un odore sottile, molto secco, che ricorda insieme quello della sabbia (attenzione, non al mare, dove è la salsedine a predominare) misto al metallo, non ferro (che ricorda il sangue) , forse alluminio.
Mi piace l’idea che i sassi abbiano un odore, mi piace l’idea che si possa odorare di pietra.
Ancor più mi piace pensarci il giorno del mio compleanno.
Confondermi con un oggetto solido, senza tempo, resistente e sicuro, scolpito dall’acqua, lambito dal vento, scaldato dal sole

sabato 17 luglio 2010

quello che un solaio ha da dire

 Il mio solaio è spettacolare. Rustico, montanaro, grande, alto e splendente di luce che si infiltra dalle piccole finestrelle e dalle fessure tra le pietre.
Il mio solaio contiene bauli di utensili, oggetti e stoffe nati qui, alcuni fabbricati in casa, altri utilizzati per fabbricare la casa stessa, conservati, aggiustati e riposti già dai genitori dei miei nonni e dai miei nonni poi.
Ad essi si sono aggiunti oggetti di mia madre e miei di quando ero piccola.
Questi ultimi sono emotivamente importanti, per me, ma quelli precedenti hanno il fascino di un mondo davvero diverso, e quello che raccontano mi è in parte misterioso, ma in qualche modo deducibile.
Un paio di ritrovamenti ‘assurdi’ mi hanno fatto sorridere e meditare.
Ho trovato scatole di contenitori della coppa del nonno, o di margarina. Erano i primi oggetti di plastica che mia nonna si trovava tra le mani dopo averne consumato il contenuto. Che farne? Tenerli! La coppetta del nonno aveva (e credo abbia tutt’ora) un manico tipo tazzina del caffè, e la nonna avrà pensato di farsi molteplici servizi da caffè comodi da portare in montagna; la vaschetta della margarina aveva un tappo ad aderenza, e la nonna avrà pensato che era meglio tenerli. Forse per quando sarebbero finiti.
Sbagliava i suoi conti, la nonna, ed è stata sepolta dalla plastica che non si è smesso di produrre, tutt’altro.
Non lo avrebbe mai pensato, la nonna. Come può funzionare un’invenzione che se si rompe non si può aggiustare? Lo butti, nonna, e ne comperi un’altra. Un’altra? Comperarne un’altra? No, no… In casa anche i piatti di legno spaccati sono ricuciti col filo di ferro. Una sutura che dura da un secolo.
Il secondo ritrovamento lancia il suo messaggio da ancora più lontano nel tempo.
Ho trovato una scatola di stracci da pavimento. Estraendone uno con due dita mi sono accorta che era così usurato che ne rimaneva poco più che la bordura, con un enorme buco in mezzo.
Ho rovesciato la scatola ed ho visto che tutto il contenuto era questo. Avevo trovato una scatola di tracci usati. Quasi inconcepibile, oggi, no?  Eppure quello che rimaneva di quella stoffa ancora veniva tenuto, raccolto fino alla quantità giusta per farne ancora qualcosa (ma cosa?). il declassamento degli oggetti continuava sino alla completa estinzione della materia.
Ho pensato poi che mia nonna aveva riordinato dopo decenni quel solaio, ed ha tenuto gli stracci. Mia madre l’ha ripulito ancora decenni dopo, ed ancora ha conservato e riposto la scatola.
Insomma, il messaggio è arrivato. (per fortuna, così ho potuto buttare via quella roba ! ;P )
La sintesi non è certo che è meglio essere così poveri da dover spremere tutto il possibile. Io ho pensato che la povertà insegna la misura, e forse il benessere la fa dimenticare.
Ieri c’era la raccolta dei materiali ingombranti in un punto del paese. Ho portato metri e metri di tubi della stufa arrugginiti da anni. Ho fatto dei mazzetti tipo asparagi legati con la corda ed io e  i bambini li abbiamo portati alla discarica, insieme ad una decina di latte di vernice arrugginite.
Ci siamo sporcati tantissimo, e stancati da morire (io, in realtà, i bambini no). I due piccoli portatori tetano-immuni mi sono costati 2 euro a capoccia.


venerdì 16 luglio 2010

giardinaggio


 E' l'ora del giardino. Non vorrei che qualcuno mi immaginasse intenta a fare innesti, spruzzettare le rose o recidere fiori da riporre nel cestino. Il mio è giardinaggio di guerra. Erba letteralmente da SCONFIGGERE, da sradicare tra i ciottoli, decespugliatore d'assalto tra arbusti ed ortiche impertinenti. 
Un giorno intero di lavoro bello pesante per raggiungere il livello minimo di decenza. 
Prima paghetta per i bambini, entusiasti di aiutarmi nei lavori straordinari, inquanto retribuiti. 3 euro a testa. Molto bravi. Primo anno che non si stufano a metà lavoro, ma mi accompagnano sino alla fine. 

mercoledì 14 luglio 2010

bucati



il dopo vacanza ha seeeempre lo stesso sapore: detersivo ed ammorbidente. La catena di montaggio dei lavaggi di biancheria prosegue ininterrotta fino a che tutto torna al suo posto nell'armadio. Qualcosa sarà scelto ancora per nuove valige, qualcosa no. Anche la vacanza trascorsa, in questo rito, si diluisce un po', scolora al sole e si ripiega in un cassetto. Avanti coi nuovi bagagli, quindi, che si riparte!

lunedì 12 luglio 2010

titti :1 - distanze: 0


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ho vinto la mia piccola battaglia contro una mia paura. centinaia di chilometri, auto di 11 anni, due bambini a bordo e metri cubi di bagagli. Liscia come l'olio, e Titti è un po' più wonder woman di ieri...

martedì 6 luglio 2010

venerdì 18 giugno 2010

ma perchè hai bruciato il rum?!?!?!

il migliore


di tutti, proprio di tutti è il migliore che ci sia.
se non avete mai visto i Pirati dei Caraibi, io li consiglio, specialmente l'ultimo. 
Le storie sono avventurose, tese ed avvincenti, con bellissimi effetti applicati a scene entusiasmanti (una battaglia tra galeoni in un gorgo nell'oceano che vi assicuro vale la pena di essere goduta). I personaggi sono dipinti con un pennello davvero fine, Jack Sparrow è il migliore di tutti e Johnny Depp è il migliore Jack Sparrow possibile.